In ogni attimo troviamo fine e inizio.

dzogchen ponlopDzogchen Ponlop Rinpoche, nel formidabile libro La mente oltre la morte, scrive con indicibile grazia, questo:

Secondo la prospettiva buddhista, la morte non significa soltanto arrivare a una fine, significa anche arrivare a un inizio. La morte è un processo di cambiamento. La fine di per sé non è né positiva né negativa, è semplicemente la realtà. In ultima analisi ciò che chiamiamo ‘vita’ è solo l’illusione della continuità, una successione di momenti, un flusso di pensieri emozioni e ricordi che sentiamo. Noi prendiamo vita come possessori di questa continuità. Ma, se la investighiamo essa è simile a un sogno, che consiste in singoli momenti che sorgono, si dissolvono e sorgono di nuovo, come le onde del mare. Perciò anche questo ‘io’ sorge e si dissolve ogni momento, senza rimanere uguale da un momento al successivo. L’io’ di un momento si dissolve ed è ormai passato, e l’io’ del momento successivo sorge di nuovo. Non si può dire che questi due ‘io’ siano siano uguali o diversi, eppure la mente concettuale li identifica come un sé unico e durevole: ‘Sì, questo sono io!’

In questo flusso possiamo chiaramente vedere il processo della morte: la dissoluzione di pensieri passeggeri, lo svanire delle emozioni, l’alternarsi veloce delle nostre percezioni, come un suono o un’impressione tattile, che sono lì e poi passano.

Ma nello stesso istante che sperimentiamo la fine di un momento sperimentiamo anche la nascita: un mondo nuovo nasce appena vi è la nascita di nuovi pensieri e vivide risposte alle più diverse percezioni. Perciò la fine di un momento è anche un rinnovamento, perché solo con la morte può nascere una cosa nuova. Terrorizzati dalla morte, non vediamo ciò che è evidente: ciò che possiede la forza di rinnovarsi è eterno; quel che possiede una continuità non ha potere creativo. Senza il gioco di nascita e morte la nostra vita sarebbe statica e priva di senso e le conseguenze sarebbero dolorose: niente cambierebbe. Quanto è piacevole e meraviglioso al confronto avere questi continui cambiamenti, essere benedetti dall’impermanenza!

 

 

 

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