Sulle relazioni karmike

Recentemente, ho fatto sogni ricorrenti su persone che non vedo più da diversi anni, e che restano sul fondo delle mie memorie. E’ possibile, mi chiedo, che queste presenze siano parte di quella coscienza basica che ognuno di noi si porta dietro? Non è semplice affermare che sia così: le molte vite attraversate hanno lasciato tracce, segmenti irrisolti, percorsi incompiuti in cui entrano a far parte altre persone già conosciute nel lontano passato. La loro presenza, profondamente innestata nell’inconscio personale si manifesta nella nostra vita con forza: sono coloro che abbiamo già incontrato e conosciuto, coloro con cui si ha un ‘legame karmico’; sono le persone che non scordiamo, che hanno la facoltà di essere evocate di continuo, presenze che abitano la nostra mente e si risvegliano ai più svariati stimoli. Hanno forza, hanno potere, perseverano, restano. Una anima allenata ai flussi del cosmo sa riconoscere le ricorrenze della loro presenza – se è capace di indagarsi, di ascoltarsi: si vede chiaramente quando certi attimi, certi momenti dove e a chi rimandano. E poi, i sogni, dove le persone tornano: nel sogno tutto si manifesta confuso, ma anche amplificato; chi è attento agli avvenimenti interni sa riconoscere subito che l’anima (o la psiche) sta urgentemente continuando a  raccontare una storia che, in un modo o nell’altro, va tessuta e continuata. Non possiamo ignorare i sogni su persone e avvenimenti passati che tornano nel sogno: non possiamo condannarci al loop eterno della stessa storia, ancora irrisolta, che torna a chiederci una evoluzione. Affetti profondissimi, ineliminabili, indimenticabili (talvolta nostro malgrado) quando tornano nella memoria dei sogni o durante gli atti quotidiani, è possibile che abbiano qualcosa ancora da definire, e l’anima ce lo chiede appassionatamente: non possiamo deluderla, dobbiamo indagare. Chi e cosa rappresenta questa persona, nel mio destino? E’ bene ricordarselo: non siamo affatto quello che mostriamo esternamente agli altri (la persona, in termini junghiani), a cui dobbiamo attenerci utilitaristicamente per non diventare completamente malinconici e introversi. A un certo punto quello che non abbiamo risolto in noi stessi, benche’ fingiamo con attenzione, non ci basta. Non ci basta, e ci porta via tutta l’energia. Così dobbiamo affrontare, dobbiamo capire che cosa è questa presenza pervasiva di una persona che magari appare nel terzo occhio della mente quando cogliamo un fiore, quando beviamo un certo caffè, quando si guarda un monte. Se non affrontiamo questo nodo la nostra vita è solo una inibizione, un tentativo di restare nell’agio, al sicuro. Avere a che fare con personaggi inconsci di questo genere (pervasivi, ricorrenti nei sogni e nella memoria, anche se non abbiamo quasi  nessun contatto) è un lavoro intenso e pericolosissimo. Possiamo scegliere di ignorare sogni e segni: torneranno più forti in seguito o nella prossima vita. Le tracce karmike ritornano fino a che non risolte, e la responsabilità (e tutto il lavoro) resta a noi, dobbiamo compierlo personalmente.

In questi momenti, dove si è malsicuri e incerti (l’ego è forte, ci vuole evitare traumi e fa il suo dovere) chi ha a cuore il proprio karma, il destino, la vita a venire e il benessere mentale, non ha molti appigli a cui affidarsi. O sa distaccarsi (il che è da illuminati e realizzati, senza nessun attaccamento karmico); oppure, in tutta onestà chiede aiuto alla propria anima, mettendo al servizio cuore e mente dello scopo che si è prefisso: sciogliere un nodo che tormenta, che affligge. Il ricordo che torna perennemente, l’idea che preme continuamente senza soluzione,  hanno radice da qualche parte dentro di noi che non abbiamo risolto. Ma se vogliamo stare in pace con noi stessi, alla fine capiamo che bisogna affrontare anche questa oscurità, questo indefinibile piacere misto a dolore, contenuto nel ricordo.

Non ho trovato soluzioni per risolvere questa temibile via incerta. I sogni svelano, ma non risolvono se ci si limita a prenderne atto. Dobbiamo fare qualcosa, ma cosa?

Chiediamo un barlume al Grande Saggio, I CHING. Terrorizzante nella sua semplicità, ci disponiamo a ricevere la sua opinione. I legami karmici, le presenze persistenti nell’arco di una vita, cosa accadrà, cosa posso fare per liberarli, risolverli e liberarmi. Io, voglio il bene di tutti gli esseri, mie madri. Su questo  dobbiamo essere inflessibili, anche se ci hanno torturato in mille modi( e qui sta la differenza tra spiritualità e ordinarietà). Liberarsi da certe sofferenze date  da ricordi, sensi di colpa, desideri repressi, angosce, non è semplice, non lo si ottiene ‘volendolo’. Dobbiamo agire a livello sottile, entrando in contatto con le energie che ci compongono e che ci connettono con l’universo intero , senza il quale siamo zero assoluto.

Capito, che immensa opera? Stiamo parlando del destino (karma), del futuro della nostra interiore identità, di evoluzione.

Ci disponiamo a chiedere a Iching, una risposta METAFISICA: non dettata dal bisogno, dall’ansia ordinaria, ma dalla disperazione esistenziale esaltata e folle. Dobbiamo sciogliere i nostri limiti se vogliamo avere una risposta pertinente a ciò che chiediamo: totale, assurda, pericolosa come lo è il nostro stato d’animo. Ciascuno sa come evocare questo stato.

Dunque, la domanda:

Questa persona (X) che posto ha nel mio destino, nel mio karma?

Primo esagramma:

6262- La Preponderanza del piccolo.1, 2, 3 mutanti e 6.

Nulla da fare; bisogna rassegnarsi al piccolo. Non c’è posto per questa persona nel futuro, e nei futuri prossimi a venire, è bene accontentarsi di piccolissime cose, minimi interventi. La cosa migliore è rassegnarsi.

Muta in 38 Discordanza.

38 contrapposizioneQuando si persegue lo stesso fine, ma le condizioni esterne sono negative, solo chi è forte può trovare gioia e luce. Si persevera ancora, nonostante tutte le contrarietà del destino. NON FINIRA’, ancora. Continua questo rapporto tra simili /dissimili non nel mondo ordinario, non nella realtà quotidiana.C’è un legame karmico che non si può manifestare nel mondo fenomenologico. He should be in but not in the common world.( Lynn).

La storia continua, senza soluzione. Ferma esternamente, stabilmente ancorata internamente. Ecco perchè l’esagramma 38 recita: Quando gli uomini vivono in estraniamento non è possibile compiere una grande opera comune. Si può sperare ancora in un esito favorevole, dal momento che il contrasto non esclude una possibilità di conciliazione.

Ma non ora, non qui.